Ripartiamo da qui. Il mio 2020.


31 Dicembre 2020

Categorie: Blog

Mancano poche ore al 2021, in casa stiamo cucinando le ultime portate che mancano per il cenone. La tradizione la rispetteremo con lenticchie e zampone, ma ci riserviamo di dedicarci alternative come risotto zucca e cardoncelli, patate al forno e brasato come main courses. Proprio perché è stato un anno che ci ha stravolto in tutto e per tutto, dalla sfera intima a quella lavorativa.

Le feste ci servono per guardarci indietro dandoci come giro di boa un punto fisso. Per questo spesso i buoni propositi e le riflessioni nascono dai compleanni o dai capodanni. Possiamo riguardare a quello che abbiamo fatto con estrema sincerità e linearità.

Mi faccio quindi le mie due considerazioni sull’anno che stiamo lasciando, il 2020.

Anzitutto mi viene da dire: speriamo di aver lasciato il peggio alle spalle. Speriamo che ci sia presto una soluzione che non sia solo un palliativo, che ci dimenticheremo presto di  lockdown, del coprifuoco, delle zone gialle rosse arancioni, dei ristoranti chiusi, della riduzione del giro sociale.

Poi, mi dico: come ho passato il mio 2020? Cosa mi è andato bene, dove ho eccelso e cosa invece potevo migliorare?

Beh, per me il 2020 non è da gettare nel pozzo. Ognuno avrà vissuto diversamente questa esperienza pandemica che ha invaso le nostre vite. Anzitutto, nei primi mesi del 2020, quando ancora non ci potevamo lontanamente immaginare cosa avremmo vissuto nel resto dell’anno, ho avuto la mia chance di riscatto e di rilancio con la puntata di “Gino Cerca Chef” che ho vinto e che mi ha dato una bella spinta, personale e mediatica. Era febbraio, e il covid-19 sembrava solo un eco di montagna che veniva dalla Cina, qualcosa che ci avrebbe rotto le scatole sui quotidiani e sui TG per un paio di settimane, il tempo di far vendere qualche copia in più e fare sharing più alto. Era febbraio ed ero a Manchester, a combattere per una vittoria che mi sono meritata. Un ricordo che nessun coronavirus potrà mai cancellarmi e rendermi negativo.

Il 2020 è stato anche voler puntare su me stessa. Mi stavo un po’ adeguando ai lavori che venivano e andavano, alle consulenze, ai catering, agli show cooking. È tutto concatenato, incredibile. Sì, perché tra vittoria del programma e il lockdown arrivato a Marzo, ho avuto tempo di riflettere e dedicarmi a sfruttare il volano pubblicitario della puntata. Ho deciso di lavorare per me stessa, di costruire un progetto che spero vedrà la luce quanto prima. Non mi farò fermare da queste chiusure, dai messaggi di sventura, dai segnali di fumo come cattivo presagio: andrò avanti per la mia strada. Ecco, il lockdown e questa situazione generale di pandemia mi ha fatto capire come dobbiamo dare più valore a quello che ci piace davvero fare, perché alla fine siamo solo delle piccole pedine nello scacchiere del mondo. Basta un soffio e voliamo via. Invece dobbiamo fare come i pedoni, avanzando un passo alla volta, magari per sfondare la linea arroccata dell’avversario (si vede che con Ricky mi sono sparata tutta La Regina degli Scacchi in battuta rapida, eh?).

Certo, ci sono stati momenti difficili. I soldi che diminuivano senza rientrare, i miei figli ognuno con un problema diverso addosso, i miei genitori spaventati e reclusi in casa, gli amici che non potevo vedere. Ma anche qui, credo che sarebbe potuto andare tutto mooooolto peggio. I danni li abbiamo limitati invece.

Penso che dovremmo tutti essere più indulgenti verso noi stessi, specie per questi 12 mesi che abbiamo vissuto. Non è stato facile. Quindi inutile darci addosso e darsi addosso, inutile sentirsi un fallimento o una rovina. Già che non abbiamo mollato, è tanta tanta roba. È un successo.

Detto questo, in forno ho delle mini quiche pera e capocollo, il brasato va a temperatura bassa, Riccardo gioca a Fortnite, dobbiamo ancora rassettare casa e consegnare gli ultimi pandori. Mentre scrivo c’è ancora un bel sole e un cielo azzurro sopra Taranto. Che sia di buon auspicio. Se ho capito una cosa, in questo 2020, è che bisogna avere fede e crederci. Non la fede religiosa per forza, ma qualcosa di vicino ad essa in termini valoriali. Bisogna convincersi che le cose miglioreranno, e impegnarsi per far sì che ciò accada.

Buon anno a tutti, davvero.

Valentina.