Il mio regalo di Natale: Il Pandoro di Valentina


23 Dicembre 2020

Categorie: Blog, Dolci & dessert, Ricette

Come avrete notato dalle attività promozionali sui miei canali social, quest’anno ho deciso di mettermi alla prova con qualcosa di diverso per le feste natalizie, visto che il tempo non ci manca in questa perenne situazione di scacco matto tra lockdown, decreti, zone rosse e gialle e arancioni.

Sto parlando della mia versione del Pandoro, che ho lanciato in edizione limitata per questo Natale!

Il pandoro è un dolce tipicamente veneto, quindi vi chiederete: che cosa c’entra con te e con Taranto? Beh, a questo giro sarò onesta e non vi racconterò storie legate alla mia infanzia. Certo, ognuno di noi avrebbe di che parlare in tema pandori. E’ onnipresente sulle nostre tavole in questi freddi giorni di fine dicembre, da inzuppare la mattina nel caffèlatte o addirittura da farcire con dell’ottima crema pasticcera. D’altronde, pur essendo un dolce targato Verona, è uno dei prodotti più venduti durante le feste di natale. Ci sono un’infinità di brand che affollano gli scaffali della Grande Distribuzione con il pandoro, e pensare che tutto è partito il 14 ottobre 1884, proprio nel veronese, quando Domenico Melegatti brevettò la prima versione ufficiale del pandoro, quella che conosciamo tutti, con la stella a otto punte adornata da chili di zucchero a velo.

Di solito anche noi in famiglia compriamo due, tre pandori a nucleo familiare. I miei figli lo adorano, potrebbero farci colazione e merenda dal 20 dicembre all’epifania, magari spalmandoci sopra una crema alla nutella.

Quest’anno ho voluto mettere io le mani in pasta, e cucinare il mio primo pandoro homemade. Durante il primo intenso e cupo lockdown di marzo ho affinato la sacra arte della panificazione. Ho mantenuto vivo il lievito madre, ho sperimentato diverse tipologie di pane e di dolci, ho implementato nozioni tecniche su bighe, pieghe e poolish. Insomma, se dovesse andarmi tutto male potrò reinventarmi fornaia! Battute a parte, è da tempo che insieme alla panificazione porto avanti un altro cavallo di battaglia: mangiare bene, sano. Non ci rendiamo conto di quanto sia importante mangiare prodotti con una filiera sostenibile e biologica, non ci immaginiamo nemmeno come la Terra stia esaurendo le risorse per sfamarci tutti e abbiamo perso il gusto per l’artigianalità.

Viene da sé che è stato facile buttarsi nel produrre una piccola serie limitata di pandori. Farine di qualità, uova biologiche da allevamenti a terra, burro pugliese: tutti ingredienti selezionati con cura, a chilometro zero. Questa è stata la base di partenza del mio pandoro. Non ho voluto aggiungere grassi idrogenati, conservanti, aromi artificiali che preservassero la consistenza inalterata anche a due settimane di distanza dall’infornata, un po’ come accade coi pandori dei grandi brand commerciali. Volevo un prodotto onesto, senza compromessi, leggero nonostante le inevitabili calorie presenti in queste fette morbidissime.

Pensavo che me ne avreste chiesti cinque, sei, magari 10. Invece abbiamo avuto oltre quaranta ordini! Mentre scrivo queste righe, ho nove bombe-pandorine che stanno ultimando la lievitazione finale. Ne avrò ancora per qualche giorno, ma la felicità è tanta. E sapete perché? Perché so che non sto soltanto vendendo dei prodotti, ma anche una mentalità diversa. Un modo di vivere e di mangiare consapevole, che rispetti questo pianeta.

Questo è il mio regalo di Natale a tutti!