Nuje Cucina Dinamica | Il mio progetto di ristorazione sostenibile.


19 Marzo 2021

Categorie: Blog, Cucina

Sigmund Freud, padre della psicanalisi, diceva che la geografia non guarisce la nevrosi. Intendeva dire che quando hai dei problemi non serve scappare e cambiare città, lavoro, vita, perché i problemi te li trascinerai comunque dietro.

Nella mia vita, ho affrontato molti cambiamenti. Da studentessa universitaria sono diventata giovane ragazza madre, poi architetto e moglie. Taranto, Firenze, Londra. Case ammobiliate, contratti stracciati, piani saltati. Finalmente, dopo anni di frustrazione e insoddisfazione, trovo un mondo che si avvicina a quello che porto dentro: la ristorazione, la cucina. Decido che diventerò chef.

Ma chef lo diventi con un percorso strutturato, non come me a quarant’anni. Molla tutto, mi dicevano, tienitelo come hobby, che cosa lo fai a fare?

Quanti sbattimenti i primi tempi. Le difficoltà per emergere, gli stage dentro cucine dove i miei capi erano ragazzi dalla metà dei miei anni che mi strillavano, comandavano e facevano sentire veramente scarsa anche nei compiti più semplici.

I mille lavori a Taranto, dove per costruirmi una mia credibilità ed autonomia ho dovuto spaccarmi la schiena, perché ero sempre la figlia di qualcuno, o la moglie di qualcun’altro. Perciò mi sono reinventata da zero, organizzando corsi di cucina, investendo sui catering e negli eventi come il mio Cinegusto. Per ampliare ancora di più il mio giro, sono partita con le collaborazioni con altri ristoranti: formavo lo staff, trovavo i fornitori, strutturavo i menu. E ancora, i festival food come Vino e Musica o l’esperienza al Cinzella Festival. Tutto molto bello, tutto carico di soddisfazioni e di dolori (che son più formativi delle gioie), tutto per poter urlare: sì, sono Valentina De Palma, chef.

Il punto è che forse, nonostante le innumerevoli esperienze accumulate, ancora non riuscivo IO a definirmi Chef. Lo dicevo agli altri, volevo che mi vedessero come Chef, ma la prima a non crederci ero io.

“E quando ti apri un ristorante?”

“Ma hai un locale?”

“Dove possiamo venirti a trovare?”

Io non sapevo che rispondere, abbozzavo, perché o erano catering, o private dinner, o consulenze a scadenza temporale. Ero sempre al servizio di qualcuno, non ho mai investito davvero su me stessa.

Questo fino agli ultimi 12 mesi.

Nel durissimo anno di pandemia che abbiamo vissuto, io ho lavorato come un treno. Che strano. Tutti bloccati, e io a correre. Il via me l’ha dato la vittoria del programma “Gino cerca Chef”, ho pensato che non sfruttare il trampolino della televisione sarebbe stato l’ennesimo treno sprecato e fatto deragliare. Dunque ho iniziato a curare il mio profilo in maniera professionale, ho lanciato il mio blog e soprattutto ho lavorato per NUJE, il mio primo vero progetto di ristorazione.

Nuje è cucina dinamica. Nuje sono le eccellenze enogastronomiche del nostro territorio, quelle nascoste, quelle buone, coi piccoli produttori che pur di lavorare in qualità se ne fregano dei grandi numeri. Nuje è l’unione delle mie influenze multiculturali con le ricette della tradizione tarantina. Nuje è il pane che impasto con le mie mani, è il pezzo di maiale nero lucano che metto a marinare e puoi a cuocere così lentamente che diventerà tenero come burro fuso.

Nuje sarà un modo diverso di fare ristorazione. Prodotti sostenibili, ricercati. Birre artigianali ad accompagnare le proposte gastronomiche, dolci homemade. Potrei usare tanti aggettivi e metafore per parlarvene, ma la semplicità è quello che c’è dietro Nuje. Niente trucco né inganno: sapori veri, ricette esplosive. Umami alla quinta potenza.

Nuje è il mio modo di cucinare. Nuje è i miei viaggi, le mie spezie, la mia ricerca spassionata per i prodotti veri, originali. Nuje sono io, Valentina De Palma, chef.

Seguite le pagine social di Nuje, instagram e facebook, per scoprire di più. Sappiate che il viaggio è appena iniziato, e sarà davvero bellissimo.