Formare Puglia – Lettera ai miei studenti


16 Aprile 2021

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Il dono più grande che uno chef può ricevere non è un coltello a lama giapponese, né un roner che consenta una cottura a bassa temperatura perfetta. Il dono più prezioso, più raro e inestimabile che ci sia è il tramandare la conoscenza. Raccontare, spiegare, insegnare, ascoltare: questo è quello che conta per diventare un bravo chef (ma anche una brava persona!).

Il fatto è che per uno chef donare è spesso faticoso, perché per conquistare quel piccolo segreto ha dovuto sbattere e lottare una vita e quindi non si lascia andare facilmente.

Ecco, io però ho avuto fortuna e ho avuto persone che mi hanno messo una mano sulla spalla e mi hanno spiegato cosa sbagliavo. Ho ricevuto tanti consigli da tanti maestri. Alcuni dal valore incalcolabile, come quelli di Igles Corelli. Altri più pratici, come quelli del mio amico Antonio Bufi. A loro sarò sempre riconoscente, ed è per riconoscenza verso di loro che, quando insegno ai miei studenti, cerco di dedicare tutta me stessa. Mi piace insegnare. Non per il senso di potere autoritario, quanto perché mi piace scovare il potenziale dentro ciascuno dei miei alunni. Ognuno di loro è speciale, tutti hanno delle debolezze ma altrettanti punti di forza. Diventeranno dei grandi chef, ne sono sicura.

E’ bellissimo vedere i progressi di una persona. Vederla capace di tagliare sempre meglio quella julienne, di mantecare sempre meglio quel risotto, di stendere sempre meglio quella pasta all’uovo. Mi piace immaginarmi che magari, dai miei racconti e dalle mie esperienze, i ragazzi riescano a trarre qualcosa di positivo e di esemplificativo per non fare magari i miei stessi errori.

E’ appena finito un corso con degli studenti che seguivo da un anno. Un anno intenso, eh. Covid, casini vari, già lo sappiamo, la ristorazione in ginocchio. Ma vabbè. Devo dire che nonostante la paura di contagiarsi, nonostante le difficoltà di organizzarsi per fare lezioni serene tutti quanti, ho passato dei momenti bellissimi, pur indossando quella mascherina che a volte non mi permetteva di respirare.

Finisce un corso, un anno è passato, e lasciar andare via questi ragazzi non è facile, un po’ come con i figli. Vi dico grazie, perché siete stati sempre curiosi verso la cucina, e vi auguro questo: di continuare ad essere sempre in cerca di cose nuove, di studiare e viaggiare anche solo con la fantasia, di non scoraggiarvi per i no e di credere sempre in voi stessi. Sono fiera di avervi trasmesso la mia passione e le mie piccole competenze. Vi voglio bene,

Valentina