Cosa mangio quando mi alleno per il Triathlon?


19 Settembre 2020

Categorie: Green & Health

Come ho scritto nella mia bio, e in diversi articoli che ho scritto sul blog, lo sport è una parte fondamentale della mia vita, sin da quando ero una ragazzina che andava a fare atletica al campo scuola della Salinella, vicino la palestra di basket Ricciardi.

Ora sono madre di tre figli e chef a tempo pieno, eppure continuo a ritagliarmi degli spazi per il mio benessere psicofisico. Tante ore in piedi, al pass, oppure davanti ai fuochi, il rapporto coi clienti per coordinare ogni cosa di un catering affinché vada tutto liscio, il rapporto coi clienti: è un mondo bellissimo quello della ristorazione, ma è anche alienante. Certi periodi entri in dei loop di totale assenza e distacco da tutto il resto delle cose. Per questo, appena posso, faccio un po’di corsa, di nuoto e di bicicletta.

Il triathlon, per farla breve!

Il triathlon è una multi disciplina sportiva che vede unirsi il nuoto, il podismo e il ciclismo. Una gara di triathlon base prevede 400mt di nuotata, 10km sulle due ruote e 2,5km correndo.

La gara più intensa che ho mai fatto fu quella di Monopoli, dove mi sparai l’Olimpico MTB: 1500 metri in mare a bracciate, 40 chilometri di bicicletta e 10 chilometri di stacco finale a fette. Una sassata, quella di Monopoli. Mi ricordo che quando mi trovai in acqua, tra ansia agonistica e poca dimestichezza con il mare di quel territorio, ebbi un discreto attacco di panico, mi sembrava di essere più immobile di una boa. Poi mi sciolsi i muscoli e cominciai a carburare.

La bellezza del Triathlon sono le squadre, le trasferte insieme la mattina presto per raggiungere la meta, gli allenamenti tutti variati per migliorare le performance sportive, e la soddisfazione di aver dato il meglio di te non in una, non in due, ma in tre discipline.

Oggi non gareggio più come una volta, ma continuo ad allenarmi come se potessi farlo, perché mi piace proprio questo trittico sportivo.

Va da sé che, come mamma e chef, i miei tempi sono limitati. La mia golden hour è l’alba. Anche prima dell’alba, dipende se devo correre o fare bici. Il nuoto cerco di incastrarlo sempre nella prima mattinata, a seconda dei miei impegni, anche perché per nuotare devo andare in piscina, mentre bici e corsa basta che scendo di casa, mi fisso un obiettivo d’arrivo che sia idoneo al quantitativo di chilometri, e parto.

Ma cosa mangio, quando mi alleno?

Beh, il fatto di svegliarsi alle cinque e mezza non mi agevola molto. Ma facciamo che sia una mia tipica giornata di bicicletta + nuotata in piscina.

Inizio con una sorta di snack carburante:

una fetta biscottata ai cinque cereali con un cucchiaino di miele

mandorle e noci a sentimento ma senza esagerare

una mezza tazza di the nero.

Per le 6.00 sono già sulla strada, equipaggiata di sali minerali e acqua.

La bici è fantastica. Mi fa sentire libera, veloce, posso scoprire dei posti impensabili come la magnifica contrada pappadà, o riscoprire la litoranea vuota in pieno autunno, col sole che non riesce a trafiggere le nuvole e il mare livido, quasi tenebroso.

Mi faccio i miei 40km, rientro a casa, doccia, porto Ricky a scuola e faccio colazione a casa, se non ho sgarrato con un bel cappuccino orzo e soia con un cornetto integrale in qualche bar che mi consiglia il mio amico Giuliano. Giuliano è un vero gourmand, oltre che un triatleta di spessore.

“Fidati, vai a Ginosa da Vito Ribecco a prendere la carne. Anzi, ci andiamo insieme a cena, così Alice sta un po’ con Ricky che non si vedono da tanto!”

Comunque, se non ascolto i consigli tentatori di Giuliano, la mia colazione prevede:

Una tazza di latte di soia

Frutta fresca di stagione

Fiocchi d’avena o cereali integrali

Frutta secca

Fette biscottate con marmellata di fichi, o di more, fatta da me e da mia mamma.

Poi, ragazzi… scatta il pranzo, e lì non ce n’è per nessuno. Fissata di sport sì, ma sono anche mamma, e se cucinassi sempre riso e tonno ai miei figli, di sicuro instaurerebbero una dittatura insurrezionale anti-madre, ordinando McDonald e pollo fritto a profusione.

E voi, invece? Come combinate l’alimentazione e l’attività sportiva?

Mi raccomando: questo mio racconto è una combinazione di informazione personale da chef e visita da una nutrizionista fatta ai tempi dei miei allenamenti seri come tri-atleta, quindi non prendetela come oro colato. Fatevi seguire dai professionisti del settore.

A presto!